Le 72 stagioni del Giappone.Ognuna con il proprio nome.

Nijūshi Sekki

Le Nijūshi Sekki sono le 24 divisioni dell’anno che tradizionalmente i giapponesi hanno sul loro calendario mutuate appunto dall’antico calendario cinese. Ognuna di esse in passato era ulteriormente suddivisa in tre periodi di circa 5 giorni fino ad arrivare alle 72 stagioni, ognuna con un proprio nome.19 mar 2021
Dipinto di Hokusai del 1835
Antonella Clerici & Laura Imai Messina
Le 72 stagioni del Giappone. Ognuna con il proprio nome. È sempre mezzogiorno? RAI1

Ne ho parlato oggi a #ESempreMezzogiorno . Grazie a @antoclerici per l’invito

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È sempre mezzogiorno
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旧暦 o delle 72 stagioni del Giappone

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  Ryosuke ha nel palmo tutti i kanjidel mio mondo. Con l’indice delinea uno dopo l’altro i tratti invisibili di un carattere e lo sospinge verso il suo significato. Una schicchera leggera e la barchetta di carta prende il largo. Verso il mare, verso il senso.

 È 蟷螂 kamakiri di mantide, 紅花 benibana di cartamo, 辣韮 di rakkyō, pesci e verdure che non ho mai sentito nominare in italiano, di cui neppure il dizionario inglese-giapponese ha una voce dedicata. Meraviglia che scaturisce dall’ignoranza che ripara le proprie malefatte. O meglio, le-cose-non-fatte.

  La sera, dopo il lavoro, Ryosuke torna a casa, la Gigia abbaia sull’uscio tutta la sua gioia e dal terrazzino ormai gonfio del buio della notte arrivano le voci intime di questo quartiere pieno di famiglie. Fuori piove, da un giorno all’altro siamo già nel pieno della stagione delle piogge.

  Lui cena, io sistemo la cucina, rispondo a qualche email. E intanto mi racconta. E intanto gli racconto. Poi la tavola viene sparecchiata, il parlare muta senso. Inizia il Nostro Tempo, 「二人きりの時間」.

  Apriamo il Libro delle Stagioni, le dita indugiano sulle pagine già lette, sulle illustrazioni che in pochi tratti di matita ci hanno narrato dei vari tipi di coccinelle che abitano questa terra, dei 16 tipi di verde che si rivelano a fine maggio, di antichimatsuri che sono il testimone della natura e della storia che ogni generazione si passa di mano.

  Quest’uomo, che amo di un sentimento senza sosta, mi spalanca piccoli orizzonti fatti di ricordi di bambino, d’un bambino qualsiasi di una scuola giapponese, di ciò che sua madre gli ha insegnato, della cultura che impregna la lingua e la mentalità del suo paese. L’inesauribile ignoranza che è propria della mia condizione di nata e cresciuta altroveè piacere di aspettare la sera per apprendere un nuovo sentire e farlo un poco mio.

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  Sono quattro le stagioni del mondo. Quarti d’una mela che si fa assaggiare con più o meno compattezza e che, a seconda dello spicchio o mezzo spicchio di pianeta, si riduce a due stagioni soltanto, cambia il ritmo, diventano tre, riproponendo nell’arco dell’anno temperature e colori con infinite variazioni che l’occhio inesperto fatica a registrare.

  Ma l’antico calendario giapponese 旧暦 dice un’altra cosa. Ovvero che ogni cinque giorni subentra una nuova stagione. Il calendario, la vita tutta delle cose elude e insieme affronta il mutamento, riproponendolo costante d’anno in anno. Cambia il tempo, cambiano i colori. Ma di quel cambiamento non ci si accorge quasi mai se non a conti fatti. Rimane un momento appena per contemplarlo ed ha già rimosso la sua scia. Tutto, come sempre, rimane – se rimane – nel ricordo.

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 Eppure la matematica che – si sussurra – non sia solo un’opinione, ha numeri alla mano. Merita fiducia. E infatti, per quanto tempo sia già passato dalla creazione di questo antico calendario, esso ci azzecca sempre.

  Perchè esci di casa e davvero, come racconta la stagioneche va dal 10 al 14 maggio 「蚯蚓出ずる」“I lombrichi spuntano dalla terra”, i vermini a terra sono tanti; di quel matsuri di Asakusa che hai letto si parla anche alla tv; sul banco del pesce trovi i colori brillanti di quella creatura di cui hai già scordato il nome; dal fioraio si è aggiunta un’altra tinta.

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  Settantadue sono le stagioni del Giappone. Ventiquattro periodi sezionati, a loro volta, in altre parti. La primavera che inaugura la festa della vita inizia il 4 di febbraio, l’estatenasce il 5 maggio, l’autunno il 7 agosto, l’inverno il 7 di novembre.

Settantadue sono le stagioni del Giappone. E hanno nomi pieni di poesia. Dentro vi trovi lucciole – come nella stagione che va dal 10 al 15 di giugno –, il calore del vento (7 – 11 luglio), il cinguettio della cutrettola ballerina 鶺鴒 (12 – 16 settembre) o della cicala crepuscolare 寒蝉 (12 – 16 agosto), i fiori di pesco (10 – 14 marzo).

www.lauraimaimessina.com/giapponemonamour


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