c’è dell’oro in questo tempo strano

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Credo che quello che ci fa paura non è soffrire ma essere soli mentre soffriamo. Amando una persona che ha una ferita scopriamo che ci stiamo prendendo cura della ‘nostra’ ferita, perché riconosciamo in chi amiamo quella ferita che noi stessi abbiamo. Credo non sia più il tempo delle guide ma il tempo di illuminarci vicendevolmente. la Sapienza è divina, è Dio al femminile. La nostra vita sta in pace solo se può comunicare con la Sapienza e lei ci viene incontro tutti i giorni e tutti i giorni cambia, all’aurora, ora dell’oro (c’è dell’oro in questo tempo strano). La Sapienza viene anche attraverso le persone e l’essenza del divino è abbondanza per tutti! Lei è sovversiva, mette le cose sottosopra perché tutto ciò che è divino non lascia mai le cose come stanno, persino nelle nostre cellule. Alla chiesa auguro e chiedo di essere mondo e di non essere più ‘il centro del mondo’, con i riflettori puntati su di lei, perché non è ‘lei’, si chiama al femminile ma è ancora tanto maschile. Grazie con tutto il cuore.

romenaccoglienza.it

“C’È DELL’ORO IN QUESTO TEMPO STRANO”: INCONTRO CON ERMES RONCHI
👇👇👇
domenica 12 settembre, ore 15.30, auditorium di Romena
Cosa possiamo salvare di questo tempo di incertezza e di crisi? Durante un incontro a Romena lo scorso autunno, padre Ermes Ronchi ha selezionato i frammenti d’oro, per parafrasare una poesia di Mariangela Gualtieri“C’è dell’oro in questo tempo strano” – che possiamo coltivare in questa fase impensabile. Ne è nato un libro (Edizioni Romena) scritto a due mani insieme a Marina Marcolini (scrittrice e docente universitaria), che ci invita a rileggere quest’epoca di pandemia attraverso la lente della nostra interiorità.
Ermes Ronchi presenterà il suo ultimo lavoro editoriale nell’incontro guidato da Massimo Orlandi, in programma domenica prossima 12 settembre, alle ore 15.30 in auditorium.
“Innanzitutto – racconta padre Ermes – ho scoperto che c’è dell’oro nel tempo. In questi mesi ho cercato di ridiventare amico del tempo, che è l’unico materiale che nessuna azienda sulla terra riesce a produrre”.
🔴 Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti, nel rispetto della normativa Covid.
‼️ Per partecipare è necessario compilare un piccolo modulo che sarà disponibile fin dal mattino nei pressi dell’auditorium ed esibire il green pass all’ingresso ‼️.
Si ricorda che l’incontro è fruibile anche all’esterno dove sono presenti altoparlanti.
Ermes Maria Ronchi
Convento S. Maria del Cengio – Isola Vicentina

🔴 Per il pranzo ognuno può organizzarsi in autonomia utilizzando gli spazi di Romena, oppure usufruire del punto ristoro presente presso la Fraternità:
• BAR-CAFFETTERIA, dove è possibile condividere una sosta, una piccola merenda con panini, schiacciate farcite, dolci e bevande.
• IL CHIOSTRO, dove la cucina offre – la domenica, nei mesi estivi – un ‘pasto a vassoio’ semplice e genuino, € 12,00 (primo, secondo, contorno, dolce, acqua e coperto; disponibile anche l’opzione “vegetariano”).
Oltre ai tavoli esterni nella zona ristoro è disponibile la sala degli alberi e dell’allodola, un ambiente accogliente e confortevole che può ospitare secondo la normativa covid vigente.
‼️PER I GRUPPI‼️: per i gruppi superiori a n° 8 persone che intendono usufruire del ‘pasto a vassoio’ si raccomanda la prenotazione via mail scrivendo a 👉 ristoro@romena.it, entro le 12 del venerdì.
La Fraternità ringrazia per la collaborazione.

www.romena.it


2 risposte a "c’è dell’oro in questo tempo strano"

  1. 9 MARZO 2020
    Questo ti voglio dire
    ci dovevamo fermare.
    Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti
    ch’era troppo furioso
    il nostro fare. Stare dentro le cose.
    Tutti fuori di noi.
    Agitare ogni ora – farla fruttare.

    Ci dovevamo fermare
    e non ci riuscivamo.
    Andava fatto insieme.
    Rallentare la corsa.
    Ma non ci riuscivamo.
    Non c’era sforzo umano
    che ci potesse bloccare.

    E poiché questo
    era desiderio tacito comune
    come un inconscio volere –
    forse la specie nostra ha ubbidito
    slacciato le catene che tengono blindato
    il nostro seme. Aperto
    le fessure più segrete
    e fatto entrare.
    Forse per questo dopo c’è stato un salto
    di specie – dal pipistrello a noi.
    Qualcosa in noi ha voluto spalancare.
    Forse, non so.

    Adesso siamo a casa.

    È portentoso quello che succede.
    E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.
    Forse ci sono doni.
    Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.
    C’è un molto forte richiamo
    della specie ora e come specie adesso
    deve pensarsi ognuno. Un comune destino
    ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.
    O tutti quanti o nessuno.

    È potente la terra. Viva per davvero.
    Io la sento pensante d’un pensiero
    che noi non conosciamo.
    E quello che succede? Consideriamo
    se non sia lei che muove.
    Se la legge che tiene ben guidato
    l’universo intero, se quanto accade mi chiedo
    non sia piena espressione di quella legge
    che governa anche noi – proprio come
    ogni stella – ogni particella di cosmo.

    Se la materia oscura fosse questo
    tenersi insieme di tutto in un ardore
    di vita, con la spazzina morte che viene
    a equilibrare ogni specie.
    Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,
    guidata. Non siamo noi
    che abbiamo fatto il cielo.

    Una voce imponente, senza parola
    ci dice ora di stare a casa, come bambini
    che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,
    e non avranno baci, non saranno abbracciati.
    Ognuno dentro una frenata
    che ci riporta indietro, forse nelle lentezze
    delle antiche antenate, delle madri.

    Guardare di più il cielo,
    tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta
    il pane. Guardare bene una faccia. Cantare
    piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta
    stringere con la mano un’altra mano
    sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.
    Un organismo solo. Tutta la specie
    la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

    A quella stretta
    di un palmo col palmo di qualcuno
    a quel semplice atto che ci è interdetto ora –
    noi torneremo con una comprensione dilatata.
    Saremo qui, più attenti credo. Più delicata
    la nostra mano starà dentro il fare della vita.
    Adesso lo sappiamo quanto è triste
    stare lontani un metro.
    Mariangela Gualtieri

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