“Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume…”

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I Promessi Sposi

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F. Hayez, Ritratto di A. Manzoni (1841)
Alessandro Manzoni(1785-1873) è uno dei più importanti scrittori della letteratura italiana di tutti i tempi, nonché il fondatore del genere del romanzo ottocentesco nella nostra tradizione. I Promessi sposi sono considerati il capolavoro della narrativa italiana moderna e la diffusione dell’opera ha contribuito in maniera decisiva non solo alla soluzione dell’annosa questione della lingua letteraria, ma anche al consolidarsi di una lingua nazionale basata sul fiorentino parlato e non più su quello della letteratura del XVI secolo (tale lingua è alla base dell’italiano oggi parlato correntemente). Manzoni ha dato un contributo decisivo anche alla riflessione sulla lingua con numerosi scritti, mentre non trascurabili sono le sue opere storiografiche e i testi in cui espone le sue teorie letterarie; è stato autore anche di testi poetici e teatrali, mostrando un certo eclettismo nella sua attività di scrittore.
È innegabile che la sua fama sia dovuta anche alla sua conversione e all’adesione alla fede cristiana, i cui principi caratterizzano quasi tutta la sua opera (nonostante un certo pessimismo che si accentua nella fase finale della sua vita). Da questo punto di vista la sua figura è quasi antitetica a quella dell’altro grande scrittore italiano del primo Ottocento, il poeta Giacomo Leopardi che esprime nelle sue opere una visione materialistica e assolutamente lontana da ogni visione religiosa.
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Frontespizio dell’edizione 1840-42
I Promessi sposi sono un romanzo storico ambientato nella Lombardia del 1628-1630, che ha per protagonisti i giovani Renzo Tramaglino e Lucia Mondella il cui matrimonio viene impedito dal signorotto del loro paesedon Rodrigo, a causa di una futile scommessa col cugino Attilio. In seguito a un tentativo di rapimento della ragazza, i due fidanzati sono costretti a separarsi e a fuggire, andando incontro a una serie di disavventure (Lucia incontrerà la monaca di Monza, l’innominato, il cardinal Borromeo, mentre Renzo sarà coinvolto nei moti popolari a Milano il giorno di S. Martino del 1628 e dovrà rifugiarsi nel Bergamasco). La peste del 1630 farà in modo che i due promessi si ritrovino nel lazzaretto di Milano e, in seguito alla morte del loro persecutore a causa dell’epidemia, potranno infine sposarsi e trasferirsi nel territorio di Bergamo.
Il romanzo ha avuto due edizioni, la prima del 1827 e la seconda, definitiva, del 1840-42, uscita a dispense e illustrata da Francesco Gonin in collaborazione con altri disegnatori. In appendice a questa seconda edizione Manzoni pubblicò la Storia della colonna infame, saggio storico che ricostruisce il processo agli untori di Milano del 1630 di cui dà sommariamente conto nel cap. XXXII del romanzo.

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